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devianti

Le terapie devianti sono antiche tecniche terapeutiche che si sono conservate fino ai nostri giorni nella medicina popolare e parzialmente ancora in naturopatia. Si basavano sull'antico concetto degli umori, la loro ripartizione e sulla loro "deviazione" e il loro "ablazione" (smaltimento) a scopi terapeutici.
In grande parte le terapie devianti (e ablative) sono descritte da Ippocrate, raffinate specialmente da Galenus ed interpretate nei più diversi modi nei secoli e nelle diverse culture. Erano classificate in: Devianti: "spostare, deviare" una "malattia" dal suo posto (dolore, disturbo, impedimento). Ablative: creare un'uscita per gli "umori patologici". Spesso erano combinate (deviandoli prima da un posto e poi smaltendoli dall'altro) .
Le terapie devianti erano "dermiche" e suddivise in: Terapie sudorifere Terapie ruborifere Coppettazione asciutt .
Oggi si usano altri modelli (e non più gli umori) per spiegarsi l'effetto di queste terapie come effetti di: Sudorazione Iperematizzazione locale.
Effetti riflessivi su organi distanti causati dalla stimolazione locale.
Dilatazione del tessuto connettivo subdermico con eventuale distacco di regioni "indurite"
Liberazione di vasi linfatici "schiacciati".
Eventualmente formazione di ematomi con relativa attivazione di processi immunitari.