ABCD EFGH ILMNOPRSTUZT

ablative

Le terapie ablative accanto alle terapie devianti, la dietetica e la fitoterapia erano elementi portanti della medicina galenica. Si basavano sul concetto ippocratico degli "umori": se non bastava una "deviazione degli umori squilibrati" si procedeva all'ablazione (portare via) degli eccessivi tramite cute, stomaco, intestino, reni o utero. Principalmente si conosceva le seguenti tecniche terapeutiche:
Terapie ablative cutanee: irritative: Vescicanti, Pustolanti, sanguinose: Coppette sanguinose, salasso, Sanguisughe
vulnerative: Cauterizzazione, Fontanelle Terapie emetiche (gastriche Terapie lassative (intestinali) Terapie diuretiche (renali) Terapie emmenagoghe (dall'utero)
Di solito, una terapia ablativa iniziava con 2 o 3 giorni di digiuno (solo brodo e acqua) ed era poi accompagnata di regole dietetiche. La medicina scolastica galenica trovava il suo triste apice verso la fine del 1'700, quando dei medici mediocri "salassavano" a morte dei loro pazienti. Delle nuove eresie mediche trovano qui la loro motivazione: Hahnemann ha sviluppato la medicina omeopatica prevalentemente come risposta alle pericolose pratiche mediche della sua epoca.
Nella medicina popolare di diversissimi popoli e culture (e quindi parzialmente anche in naturopatia) si usano ancora diverse di queste tecniche per delle patologie ben specifiche.
Le meno usate nei nostri paraggi (con eccezioni) sono le tecniche ablative cutanee, perché sono "eroiche" e lasciano spesso marcati segni sulla pelle.