Atomo magnetico

Pirluigi Ighina P-ighina-Le-sue-Grandi-Scoperte- sito in inglese (all'estero è più considerato che da noi. bah!)
scoperte_di_ighina.htm sito italiano (meno completo)
I suoi studi ed esperimenti si basano su teorie che condividono alcuni aspetti con quelle di Wilhelm Reich sull'orgone e non sono riconosciute dalla comunità scientifica.
Pier Luigi Ighina nacque a Milano nel 1908.
Da giovane si interessò allo studio della natura, delle forze motric e dell'elettromagnetismo. Studiò a Milano, diventando tecnico in elettronica e radioelettronica.
Trovò lavoro come collaudatore prima alla Magneti Marelli, poi alla CGE (Compagnia Generale di Elettricità ) e successivamente alla Ansaldo Loren di Genova.
Dopo un corso di specializzazione in sistemi radiotelevisivi, nel 1926 scelse di arruolarsi come volontario nella Militare come telegrafista.
L'atomo magnetico.
In questo periodo, le sue ricerche lo portarono a delineare il concetto d ritmo magnetico Sole-Terra, un'ipotesi che restò priva di riscontri scientifici
Ighina dichiarò nel suo libro di aver scoperto ed osservato l'"atomo magnetico" all'etàdi sedici anni, tramite un particolare microscopio di sua invenzione, e di averlo diviso in monopoli magnetici: il monopolo positivo sarebbe l'energia solare, che arriva alla terra in forma spiraliforme e riscalda tramite frizione, mentre dalla terra partirebbe il monopolo negativo che si ricondurrebbe al sole tramite un ciclo a spirale contraria.
Le due ipotetiche particelle pulsanti creerebbe la vita e la materia, ognuna caratterizzata da un proprio ritmo.
Sempre secondo Ighina, al centro del sole vi sarebbe un cuore magnetico che pulsa al ritmo del cuore umano
Le rivendicazioni sui rapporti con Marconi
Ighina sostiene di aver lavorato con Guglielmo Marconi, dopo averlo conosciuto per caso, grazie ad un conte di Imola lontano parente di entrambi, e di essere in seguito diventato suo assistente, coadiuvandolo in numerose scoperte pur rimanendo nell'ombra.
Ighina frequentava spesso la Fondazione Guglielmo Marconi, ma nessuna delle affermazioni sul suo lavoro con lo scienziato risulta comprovata dalla documentazione di Marconi o della Fondazione, e queste sono riconducibili ad Ighina stesso.
ghina sostenne anche che la morte improvvisa di Marconi fosse dovuta ad un esperimento sull'"atomo magnetico" condotto da Marconi senza la sua supervisione e conclusosi con un disastro.
Il ritorno a Imola e le invenzioni
Nel 1937, il medesimo anno della morte di Marconi, Ighina ritornò a Imola, andando a vivere presso il marito della sorella.
Ad Imola fondò il "Centro internazionale di studi magnetici" in viale Romeo Galli 4, che nonostante il nome prese la forma di una associazione senza fini accademici.
Ighina sosteneva, grazie alle sue presunte invenzioni, di poter rigenerare cellule morte, allontanare terremoti e allontanare o avvicinare nuvole.

Queste invenzioni vennero pubblicate in un libro del 1954, L'atomo magnetico che raccoglieva idee quali la valvola antisismica, metodi alternativi per la trasmissione di immagini televisive, ipotesi su come effettuare analisi del suolo in profondità , annullare radiazioni e inquinamento e produrre energia elettrica dal nulla. Nessuna di queste invenzioni risulta mai testata in condizioni di verifica sperimentale nè © brevettata: Ighina stesso, in una intervista a Report rilasciata all'etàdi 90 anni, affermò la sua convinzione sull'inutilità dei brevetti, adducendo a motivazione ipotesi di complotto.
A proposito della sua invenzione della "macchina della pioggia", composta da pale di elicottero, Ighina disse: ho mandato questa idea in Africa. Sa cosa mi hanno detto? Se la prenda e la porti via perchè © noi guadagniamo sulla mancanza di acqua.
Luigi Fanton, collaboratore di Ighina, sostiene che questi, dopo aver dichiarato che un esperimento era riuscito, rifiutava di dimostrarlo di fronte ad altri, sostenendo di aver smontato i macchinari per costruirne altri.
Ighina morì a 95 anni nella sua casa di Imola; ancora oggi alcune sue idee hanno un seguito tra gli appassionati di pseudoscienze e nell'ambiente del complottismo.
Il dispositivo, un'altra delle presunte invenzioni di Ighina, sarebbe stato testato in un esperimento che avrebbe bloccato tutti i veicoli a motore d'Italia, come rivendicazione e dimostrazione della teoria del "ritmo magnetico.