Omero Speri. il motore atomico  1974

Nel 1974 in un paese sul Lago di Garda, due ricercatori, il prof. Omero Speri e l’architetto Piero Zorzi, in un laboratorio rimasto intatto dalla loro morte, mettono a punto un motore a fusione fredda e depositano ilbrevetto
Speri aveva concepito l'idea, concordemente con il fisico Zorzi che le fusioni nucleari potessero avvenire anche in presenza di forti scariche elettriche.
Anche a temperatura ambiente in un litro di acqua, sei atomi di deuterio ogni secondo si trasformano in elio, cioè avvengono delle fusioni.
Speri ha costruito un cilindro a scoppio dove due elettrodi scaricavano 30.000 wolt dieci milliamper. tali elettrodi erano orientabili e distanziabili. Avvolgendo il cilindro con un grosso filo di rame ed immettendovi della corrente ha ottenuto un forte campo magnetico.
Immettendo nel cilindro un composto qualsiasi contenente atomi di idrogeno, compresa l'acqua, ha ottenuto uno scoppio che faceva ruotare una turbina.
In un secondo tempo con l'aiuto dell'amico Zorzi, hanno costruito un motore a scoppio con quattro cilindri.
Si sono resi conto che non solo lo scoppio avveniva con quantità di acqua ed alcool in soluzione diluitissima (90% di acqua e 10% di alcool) ma anche con sola acqua se si usavano come catalizzatori della fusione, litio, berillio e boro.
La resa del motore era elevatissima e superava il 90%.(oggi i nostri motori non arrivano al 40%)
Che si trattasse di fusione era inequivocabile: con soffisticati metodi per misurare il gas elio prodotto si sono resi conto che vi era un incremento elevatissimo della produzione di elio.
Appena deposto il progetto nel 1974, sono subito stati contattati da alcuni individui delle multinazionali che hanno visto il motore, hanno voluto sapere il funzionamento, ed hanno messo a disposizione di Speri un aereo per portarlo più volte a Tel-Aviv presso una della maggiori università di fisica dove ha incontrato i più illustri scienziati.
Questi non si rassegnavano del perchè con una scarica elettrica potessero avvenire delle fusioni nucleari a solo 4500 gradi.
Speri ha risposto ad uno dei ricercatori più illustri: pensate che una scarica elettrica abbia 4500 gradi? Voi misurate gli effetti ma non vi rendete conto dell'energia dell'elettrone; e poi il deuterio è instabile ed una scarica di elettroni ne provoca la fusione.
Ma il motore era sotto i loro occhi e non potevano contestarlo.
Ricorda che il motore era andato per due anni nei pressi di Pedemonte (VR) a beneficio dei più curiosi, e questo prima che fosse depositato il progetto.
Lo scienziato gli ha dato una forte stretta di mano facendo cenno che aveva capito.
Ma poi sono intervenuti gli interessati delle multinazionali, ed hanno detto: questo motore non si deve fare.
Lo si farà quando lo diremo noi e con il nome che vorremo noi.
E Speri ha dovuto tacere, e confidare a pochi intimi quello che aveva realizzato.
Ma quando poi Fleischmann e Pons nel 1989 hanno realizzato la fusione fredda, molti si sono ricordati del motore di Speri, tanto che se ne sono interessati i giornali.
Brevetto di Omero Speri del 1974, IT 1024274 (B),  “PRODUTTORE DI ENERGIA TERMONUCLEARE CONTROLLATA DELL’ IDROGENO E DEI SUOI ISOTOPI”
 Da estratti del brevetto :
“Dispositivo meccanico; elettrico ed elettromagnetico, con I’introduzione di energia elettrica e, o elettromagnetica continua o variabile con elettrodi a distanza variabile in un volume adeguato di idrogeno, suoi isotopi e composti a variabili temperature e pressioni, ne provoca la produzione di energia derivata dalla fusione nucleare controllata degli stessi.
Nessuno fino ad oggi ha mai pensato che a livello di piccole scintille elettriche vi fossero fusioni nucleari, in quanto tutti pensavano che dette reazioni dovessero avvenire solo in determinate condizioni molto difficili da ottenersi.
Noi, considerando la possibilità di ottenere seppure statisticamente in quantità infinitesime condizioni determinate e caratteristiche per le fusioni nucleari degli isotopi dell’idrogeno nelle scintille elettriche, abbiamo introdotto quantità variabili di energia elettrica e, o elettromagnetica nel dispositivo in brevetto in un volume di idrogeno suoi isotopi e composti, ottenendo un incremento utile di energia che derivava con prove chimico-fisiche e stechiometriche da fusioni nucleari degli atomi di idrogeno suoi isotopi.
Variando, a nostro controllo, tensioni, amperaggi, campi magnetici e d elettromagnetici continui e con frequenze variabili in miscela di idrogeno suoi isotopi e composti, da soli o con ossigeno e anche con composti di Litio, Berilio e Boro, abbiamo ottenuto ulteriori incrementi caratteristici di fusioni nucleari degli isotopi dell’idrogeno e in parti estremamente piccole, anche reazioni atomiche di questi ultimi. Il settore sul quale viene applicata I’invenzione è nella trasformazione di energia nei motori a combustione ed in tutte le combustioni in genere, che hanno come scopo la produzione di energia”.

RIVENDICAZIONI
 “Rivendichiamo l’introduzione variabile di energia elettrica e magnetica che con una o multiple scariche elettriche o elettromagnetiche inducono scintille elettriche corrispondenti simultanee o a cascata frazionate nel tempo in idrogeno, deuterio, trizio e suoi composti a temperature e pressioni variabili; in benzine ed idrocarburi in genere da soli o in miscela con ossigeno od aria nei motori a combustione o nelle combustioni in genere allo scopo specifico di ottenere una parziale e singolare somma di selettive fusioni nucleari infinitesime dell’idrogeno e suoi isotopi, ottenute ad intervalli controllati o continui in frazioni di tempo piccole o grandi per l’utilizzo di calore ed energia.
Rivendichiamo anche l’introduzione di composti di Litio, Berilio e Boro che con la loro presenza incomposti dell’idrogeno catalizzano la reazione termonucleare con conseguente maggiore produzione di energia.
Rivendichiamo anche l’attivazione di composti di idrogeno e suoi isotopi con masse radioattive e con l’introduzione di composti radioattivi per ottenere un maggiore incremento di energia nelle applicazioni della nostra invenzione in quanto aumenta la probabilità di fusioni nucleari dell’idrogeno e suoi isotopi”.
 il brevetto depositato nel 1974
 Il Progetto completo del motore è stato pubblicato sul Sole 24 ore il 15 Aprile 1989.